Uno dei percorsi ad anello che suggerisco spesso, anche perché parte proprio dalla nostra porta, è quello che esplora la valle di Cassana fino alla storica Foce del Bardellone. È un giro completo, con un po’ di storia e dei bellissimi panorami.

Partendo da qui, dall’Agriturismo degli Olivi, seguite la diramazione di destra che porta i segnavia della “Via dei Monti”. Questa vi farà scavalcare il fianco del Monte Pistone, passando vicino a un traliccio (siamo a quota 664). Vi troverete a scendere in un bel castagneto fino alla Sella Ovest della Bandita (618 m), un punto che divide la valle del Canale di Cassana da quella del Rio dell’Ago. Lasciate perdere la deviazione a sinistra per l’Ago e continuate sulla sterrata che scende in diagonale. La strada torna sullo spartiacque più in basso, alla Sella Ovest del Castellaro (503 m), dove svolta a destra in leggera salita. Dopo pochi metri, fate attenzione ai segnavia che vi indicheranno di lasciare la sterrata per un sentiero a sinistra che con un tornante supera il crinale. Dopo un pezzo in piano, si ricomincia a scendere, girando attorno al Monte Castellaro.

Il nome del Monte Castellaro (556 m), come per altri monti della zona, non è un caso: qui sorgeva un insediamento fortificato molto antico, probabilmente dell’Età del Bronzo. Si vedono ancora i resti dei muretti a secco che circondavano la cima. Troverete anche una croce votiva del 1945.

Il sentiero in questo tratto è a volte un po’ rovinato, quindi procedete con un minimo di attenzione. Scende fino a un bivio dove dovete girare a destra; una scalinata vi riporterà sulla strada sterrata che avevate lasciato prima (quota 447). A questo punto la stradina scende verso sinistra seguendo le curve della montagna. Passata una casa con degli ulivi, un tornante vi porterà a una sella (341 m) proprio di fronte al Monte Gronde. Continuate sulla strada principale girando a destra, e qui si apre un bel panorama sulla borgata di Chiesa di Cassana con le Alpi Apuane sullo sfondo. La stradina rientra nel bosco e scende dolcemente fino a diventare asfaltata e a portarvi alla Foce di Cassana (da qui calcolate circa 2.30-3 ore dalla Foce del Bardellone).

Dalla Foce di Cassana si scende sulla strada asfaltata verso Borghetto di Vara. Dopo pochi metri, imboccate una scalinata a destra (segnavia bianco-rossi) che vi porta su una stradina secondaria. Scendete fino alla fine dell’asfalto e proseguite dritto in piano, attraversando la borgata La Valle. Arrivati in una piazzetta, vi do un’indicazione importante: ignorate i segnavia che proseguono dritto (quel percorso è stato purtroppo reso impraticabile dai rovi) e prendete invece la carrareccia a sinistra che scende. Questa stradina asfaltata vi riporterà sulla provinciale. Seguitela in discesa, attraversate il ponte sul Canale di Cassana (quota 160) e, subito prima di un edificio in pietra, imboccate a destra la sterrata per la Foce del Bardellone (segnavia 549).

(Se per caso proseguiste dritto sull’asfalto, vicino a un’area picnic trovereste la Grotta Risorgente di Cassana. È la più lunga dell’Appennino Ligure, circa 2 km, anche se dall’ingresso non si direbbe. Non fatevi confondere dal pannello che parla della Caverna Ossifera, quella è un’altra grotta che si trova più in alto nel bosco).

La sterrata vi porterà nel vallone boscoso del Canale di Cassana. A un bivio, tenete la sinistra in salita, passando accanto alla Fonte della Salute. Guadato il torrente, la strada sale dolcemente. Dopo circa 1 km, un cartello vi segnalerà il Mulino Ferriere (232 m), un tempo usato per fabbricare attrezzi agricoli. Proseguendo, noterete vicino al torrente una roccia curiosa, lo “Scoggiu du Becco”. Si continua a salire dolcemente per un bel pezzo, poi si scende un attimo per attraversare un affluente e subito dopo si guada il Canale di Cassana (ci sono delle belle pozze d’acqua). Qualche centinaio di metri più avanti, lo riattraverserete su un ponticello in legno (quota 350 circa), che sostituisce il vecchio “Ponte Pè du Cucù”, distrutto dall’alluvione del 2011.

Adesso il percorso si fa un po’ più intricato. Seguite la mulattiera, a un bivio andate a sinistra, superate un albero caduto e continuate sulla traccia. A un altro bivio, di nuovo a sinistra; dopo un tratto in piano, doppiate un costone e rientrate nel vallone principale. Dopo aver guadato un affluente, il sentiero sale ripido a destra lungo una recinzione. Dopo due curve, lasciate la recinzione tagliando a sinistra in piano, poi piegate a destra superando un dosso. Dopo un’ultima salita tra gli sterpi, incrocerete una sterrata vicino a un cancello. Andate dritto, salendo sul costone; al primo bivio sinistra, al secondo destra. Pochi minuti e la fatica è ripagata: siete alla Foce del Bardellone (592 m) e la vista si apre sul mare.

Siete in un luogo importante. Qui si incrociavano la via Aurelia e la via de Pontremolo, controllate in passato dal Castello di Celasco. Era un crocevia strategico per la Repubblica di Genova.

Il ritorno ora è la parte più semplice. Girate a destra e seguite la strada asfaltata sul crinale (segnavia AV5T), con un panorama bellissimo su Levanto da una parte e la Val di Vara dall’altra. Lasciate sulla destra la deviazione per l’agriturismo “Ca’ Melana” e, al bivio successivo (586 m), abbandonate l’asfalto per prendere la diramazione a destra (segnavia 548). Questa, passando tra boschi e radure, vi riporterà dolcemente e in poco tempo proprio qui, all’Agriturismo degli Olivi.

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